L’evoluzione professionale

yesitaly/ dicembre 15, 2017/ La natura/ 0 comments

Qualcuno ha detto che tra gli stadi del lettore, esiste quello intermedio che ci proietta nel mondo dei libri con il profondo desiderio di iniziare a scrivere. Per quanto mi riguarda non ho mai smesso di scrivere … qualunque cosa: dalla lista della spesa, al programma quotidiano delle varie attività, dal diario alimentare, alla ricetta della torta della nonna… Ogni scusa è buona per mettere mano alla penna, sì perché resto ancora fin troppo legata alla tradizione: trovo che penna e foglio esercitino una reazione catartica e liberatoria. Il problema è che poi non resta traccia di questo prolifico flusso di pensieri, talvolta anche piuttosto impegnati. Ma adesso mi sento pronta: dopo molte esperienze professionali, più o meno gratificanti, sono pronta al grande salto! Sto trovando la mia dimensione di moglie, madre, donna impegnata nel volontariato e professionista. Vi racconterò dei miei ultimi tre mesi che mi hanno reso nuovamente consapevole di limiti e potenzialità, di debolezze superate da un rinnovato coraggio. So adesso cosa cercare e come propormi perché il lungo migrare mi ha esposta alle intemperie della vita e del mondo del lavoro, smussando angoli e creando fenditure che hanno rivelato la natura della mia roccia… sì perchè ogni manto erboso, ogni spiaggia e ogni fiume devono la propria costituzione alla roccia su cui appoggiano la propria conformazione.

La pioggia

yesitaly/ maggio 22, 2017/ La natura/ 0 comments

Dalla parte più alta del poggio, dominando i clivi di viti e rivolgendo lo sguardo a valle, ad un certo punto ci si accorge di esser diventati un tutt’uno: non più piedi ma radici, non più gambe ma tronco. La restante parte del tronco, come tralicci su un tutore, accarezzati dal vento. Lo sguardo si perde nel vuoto più bello, il fruscio generato dal vento intorno, sembra prodotto anche da me: sono i miei capelli che svolazzano. Il respiro è profondo. Le palpebre si socchiudono per completare la metamorfosi. Non si avvertono più i problemi e le angosce se ne vanno. La natura è un grande disegno che permette la catarsi dell’uomo malato: affetto dalla dipendenza tecnologica, dal deficit di affetti ed emozioni, dalla compulsività finanziaria ed economica. E mentre le nubi si addensano e si ammassano, il respiro si fa ancora più profondo per l’inebriante profumo di terra, che invita l’affrettarsi delle prossime piogge. Ad un tratto una goccia sembra risvegliarmi, ma la pausa mi da il tempo di ricadere nel mio profondo benessere di apatia per il mondo ma di empatia per la natura. Ecco un’altra goccia, sulla fronte che mi scende lungo il naso … sulla guancia e mi riga il volto … sulla testa … la spalla … le braccia nude … in pochi secondi mi ritrovo bagnata ma non riesco a spostarmi: la mia metamorfosi è completa. Anche la mia pelle odora dell’humus della terra, anche i miei capelli profumano di erba bagnata e visivamente non sono più

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La fattoria ideale

yesitaly/ maggio 18, 2017/ La natura/ 0 comments

Quando la mia fantasia corre attraverso i prati interminabili, su cui galoppano le idee e i sogni come un cavallo con la criniera al vento, non posso fare a meno di immaginare le tipiche colline toscane, in cui si alternano campi seminati, a prati di erba medica in fiore, a zone coltivate ad ulivi e vigneti, con un’irregolare ordine. Chiudete gli occhi insieme a me: immaginate il calore di un sole di maggio mitigato da un leggero venticello che accarezza il vostro volto, oltre che il giovane grano che al vento ricorda il movimento della superficie di un verde mare. Spostando lo sguardo si può vedere la timida fagiana che spunta dalle file della vigna meglio esposta al sole… aspettate… tre piccoli pulcini la seguono: è mattina e certo se ne vanno in cerca di qualcosa da mangiare. Ma là oltre quel clivo si può anche intravedere un ospite che fa capolino da dietro un ulivo già fiorito una lepre curiosa che a balzelli regolari si è già portata in mezzo all’erba alta, che mossa dal lieve vento sprigiona tutto il suo profumo. Il cielo azzurro, di quell’azzurro mattutino, è decorato dal passaggio di qualche nube: ora una rosa, ora un drago, ora un vascello… al passaggio rapido tutto muta la sua forma rapidamente e anche le emozioni, in una tempesta, che pervade cuore e mente!

Digressioni sulle fattorie

yesitaly/ maggio 18, 2017/ La natura/ 0 comments

Dopo aver parlato dell’efficacia terapeutica  dell’ambiente bucolico vorrei condividere con voi un’immagine reale. Sì perché a meno che non si sia acquisita dimestichezza con l’ambiente agricolo o non si abbia avuto la fortuna di lavorarvi (non oso dire crescervi perché questo significherebbe aver avuto la più bella infanzia!) difficilmente si avrà una chiara idea di tutto quel mondo che ruota intorno al concetto di “fattoria”. Personalmente sono cresciuta in città anche se periodicamente mi recavo a trovare la nonna che viveva in campagna. Benché questo abbia sicuramente influito a creare un legame molto forte con la natura, si è sempre trattato di un timido rapporto, forse alterato dall’appellativo scanzonato che girava in famiglia: fare visita a Nonna Papera! E così, una mente ricca d’immaginazione fervida, collega la campagna e la fattoria a stalle di animali, aie di pollame, greve olezzo di letame… Ma la campagna non è questo (o perlomeno non solo questo)! In qualsiasi stagione i profumi che ti inebriano, la luce perfetta, i colori che nessun artista riuscirebbe a ricreare… per quanto si tenti di emulare nessun opera potrà mai trasmettere emozioni e sensazioni: la minuziosità dei fiamminghi, le emozioni dei quadri impressionisti, l’impatto degli espressionisti potranno solo carpire degli shot della realtà ma mai emularla.    

In Fattoria… si cura la dispnea

yesitaly/ maggio 17, 2017/ La natura/ 0 comments

Se da un lato è vero che l’ossigenazione è fondamentale al benessere del corpo è altresì importante al sostegno del benessere emotivo. L’ossigenazione è definita come il processo fisiologico che diffonde l’ossigeno negli alveoli dei polmoni al sangue dei capillari, dove esso si lega all’emoglobina contenuta nei globuli rossi. Quando questo equilibrato meccanismo si interrompe il sintomo primo è la dispnea, ovvero la difficoltà di respiro. Ma avete mai pensato alle conseguenze indirette della dispnea? Il fastidio non è solo a carico dei polmoni ma si tratta di un malessere generale, ad uno stato d’ansia dovuta a meccanismi fisiopatologici. Che poi ci sarebbe da domandarsi quando termina l’episodio patologico ed inizia quello psicogeno! Ma noi siamo fatti così: nasciamo dal connubio tra aria-acqua-terra-fuoco; solo che mentre acqua e terra convivono perfettamente, aria e fuoco devono essere debitamente dosate. Sì perché sappiamo bene quanto ossigeno bruci un fuoco acceso, e questo vale anche in termini psicogeni: forti emozioni, tumultuose passioni, se da un lato animano la voglia di fare dall’altro generano uno stato di dispnea (reale o percepita), una fame/sete d’aria che opprime il petto! Ma la ricetta della terapia è semplice (quasi banale): prendere l’auto, addentrarsi in una campagna più o meno nota, trovare una fattoria, parcheggiare l’auto e scendere. A quel punto si può tentare di respirare a pieni polmoni finché non si percepisce che la terapia inizia a fare effetto! PROVARE PER CREDERE!

Come nasce il Blog

yesitaly/ maggio 16, 2017/ La natura/ 0 comments

Prima ancora del Blog c’era un computer, prima del computer c’era l’abaco, prima dell’abaco c’era l’uomo, prima dell’uomo c’era la vegetazione, coi suoi frutti, i suoi segreti, i suoi profumi, i suoi colori e i suoi sapori. Ogni storia più bella nasconde il fascino della natura e lo stupore dell’uomo che la scopre e la rivela, lo stesso stupore di un bambino che cerca di comprendere il funzionamento di un gioco. Anch’io, ogni volta, mi ritrovo pervasa da quello stupore nel comprendere quanto mistero sia celato dentro un grappolo, dentro un acino, in una bottiglia, nella trepidante attesa dell’estimatore trepidante in attesa del suo ennesimo “wine taste”. Niente accomuna più l’umanità in genere, senza confine di razza, di luogo o di estrazione sociale quanto un vigneto: il contadino, l’avventizio, il proprietario terriero, il sommelier… tutti scrutano le stagioni e la vigna in attesa di un messaggio, in attesa di un segnale inequivocabile: cosa aspettarsi dalla nuova annata? Sì perché noi parleremo del vino vero: non di quello contraffatto per avere sempre lo stesso risultato malgrado le stagioni, ma di un vino fatto di sfide e sudore come unico agente addizionante rispetto al succo d’uva in fermentazione. Così, vi racconterò ciò che ho imparato, quello che sto scoprendo, quanto mi affascina maggiormente e tutto quello che vorrei ancora conoscere. Vorrei la Vostra partecipazione per arricchire questo percorso, perché la vera conoscenza è frutto del confronto continuo!