La pioggia

yesitaly/ maggio 22, 2017/ La natura/ 0 comments

Dalla parte più alta del poggio, dominando i clivi di viti e rivolgendo lo sguardo a valle, ad un certo punto ci si accorge di esser diventati un tutt’uno: non più piedi ma radici, non più gambe ma tronco. La restante parte del tronco, come tralicci su un tutore, accarezzati dal vento.

Lo sguardo si perde nel vuoto più bello, il fruscio generato dal vento intorno, sembra prodotto anche da me: sono i miei capelli che svolazzano. Il respiro è profondo. Le palpebre si socchiudono per completare la metamorfosi. Non si avvertono più i problemi e le angosce se ne vanno. La natura è un grande disegno che permette la catarsi dell’uomo malato: affetto dalla dipendenza tecnologica, dal deficit di affetti ed emozioni, dalla compulsività finanziaria ed economica.

E mentre le nubi si addensano e si ammassano, il respiro si fa ancora più profondo per l’inebriante profumo di terra, che invita l’affrettarsi delle prossime piogge. Ad un tratto una goccia sembra risvegliarmi, ma la pausa mi da il tempo di ricadere nel mio profondo benessere di apatia per il mondo ma di empatia per la natura.

Ecco un’altra goccia, sulla fronte che mi scende lungo il naso … sulla guancia e mi riga il volto … sulla testa … la spalla … le braccia nude … in pochi secondi mi ritrovo bagnata ma non riesco a spostarmi: la mia metamorfosi è completa. Anche la mia pelle odora dell’humus della terra, anche i miei capelli profumano di erba bagnata e visivamente non sono più distinguibile dallo scenario sfuocato e filtrato dalla pioggia, una pioggia che mescola le lacrime del cielo alle mie. I miei singhiozzi sono a tratti coperti dagli scrosci e dai tuoni.

Dopo qualche minuto cessa il temporale. Il chiarore riappare: dentro di me, fuori di me … torna il sereno. Miracolo della natura.

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